"Tutti fuori da Confindustria", ora lo dice anche Marchionne

Fiat e Fiat Industrial usciranno da Confindustria dal primo gennaio 2012. Lo ha comunicato l'ad Sergio Marchionne con una lettera indirizzata al presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. Contestualmente Marchionne ha annunciato l'avvio della produzione di suv a Mirafiori con marchio Jeep, a partire dal 2012. La Fiat produrrà inoltre all’inizio del 2013, nello stabilimento di Pratola Serra (Avellino), un nuovo motore per l’Alfa Romeo. Leggi Così crescono le tentazioni di uscire da Confindustria - Leggi Tutti fuori da Confindustria - Leggi Caro Della Valle, il nostro non è affatto un paese distrutto di Giuliano Ferrara
7 AGO 20
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"Cara Emma – scrive Marchionne – negli ultimi mesi, dopo anni di immobilismo, nel nostro paese sono state prese due importanti decisioni con l’obiettivo di creare le condizioni per il rilancio del sistema economico. Mi riferisco all’accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria è stata promotrice, ma soprattutto all’approvazione da parte del Parlamento dell’Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilità oltre all’estensione della validità dell’accordo interconfederale ad intese raggiunte prima del 28 giugno. La Fiat – prosegue l'ad Fiat – fin dal primo momento ha dichiarato a governo, Confindustria e organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro paese. Questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficoltà dell’economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti. Ma con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l’applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale. Fiat è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi e non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato. Per queste ragioni – esplicita Marchionne – che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012. Stiamo valutando la possibilità di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l’Unione industriale di Torino".
Dopo l'annuncio il titolo Fiat ha ceduto il 4 per cento e Fiat Industrial il 3,27 all'avvio delle contrattazioni di Borsa.